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Fondazione Ligabue

Venezia, culla di arte e civiltà si presenta nel periodo invernale nel suo aspetto culturale più apprezzato dal visitatore attento, nulla di più piacevole confondersi con i cittadini Veneziani che, dopo “ l’ invasione” estiva ritornano ad appropriarsi della amata città, una passeggiata al mercato di Rialto, tra i banchi del pesce e della verdura, il vociare accattivante dei venditori ed il loro colorito dialetto, oppure a Castello, lungo la Via Garibaldi uno dei luoghi che forse più di ogni altro conserva lo spirito del tempo passato, perdersi tra calli e campielli accompagnati solo dal suono dei propri passi, tra le testimonianze del passato alla ricerca della storia, è il segreto per vivere e scoprire Venezia  sotto il suo aspetto più reale, fuori delle contraddizioni di tempi che scorrono frenetici.

Le stagioni di Venezia non finiscono mai, la città riflette luci e colori restituendola magia di  scenari sempre differenti, anche in questo periodo invernale la città è attiva e vivace e le proposte culturali certo non mancano, da segnalare:

"Il mondo che non c'era. L'arte precolombiana nella Collezione Ligabue"

Oltre 150 opere appartenenti alla Fondazione Ligabue a raccontare il "mondo che non c'era", quelle civiltà emerse alla storia dell'Occidente dopo l'arrivo di Colombo e dei 'Conquistadores', in esposizione dal 12 gennaio al 30 giugno prossimi, nelle sale di Palazzo Loredan, dedicata alle numerose e diverse civiltà, dai Maya agli Aztechi o agli Inca, per ricordarne alcune, che hanno tessuto la vita del continente sudamericano prima dell'arrivo degli europei. Testimonianza anche dell'impegno di esploratore, collezionista e ricercatore di civiltà dell'imprenditore veneziano.

"È una mostra che raccolta l'incontro tra due mondi, con elementi che rimangono fondamentali per la nostra alimentazione, come il mais, il pomodoro, la patata. L’appuntamento di un intero anno con Venezia rappresenta il coronamento di un percorso che finora ha coinvolto in diverse città italiane quasi 100.000 persone promuovendo cataloghi e ricerche, nuove collaborazioni con Istituzioni culturali nazionali e internazionali. Oltre ai 45.000 contatti social, circa 3000 studenti veneti in questi mesi hanno partecipato ad attività di laboratori promossi dalla Fondazione.

la consapevolezza che studiare un oggetto materiale, sia esso un vaso maya o una statua “dea madre”, significa dar voce a culture e umanità diverse, che hanno lasciato molti altri segni nella storia, e che la conoscenza e il recupero delle civiltà antiche è presupposto essenziale per la comprensione della nostra comune umanità”.

 

Dal 12 Gennaio al 30 Giugno 2018

Da Martedì a Domenica ( Chiuso Lunedì) ore 9-17

Palazzo Loredan S. Marco 2945

Prezzo 4 € a persona